disegnare il volto secondo Andrew Loomis

Nel libro “Disegnare la testa e le mani” Andrew Loomis scrive: Qualsiasi sia il motivo che vi spinge a voler imparare a disegnare bene i volti, cercate di non...

Nel libro “Disegnare la testa e le mani” Andrew Loomis scrive:

Qualsiasi sia il motivo che vi spinge a voler imparare a disegnare bene i volti, cercate di non essere impazienti. L’impazienza è ciò che più di ogni altra cosa frena il vero talento. Fare qualcosa bene significa, ne sono sicuro, intraprendere una corsa a ostacoli di ogni sorta per la maggior parte del tempo fino al raggiungimento dell’obiettivo. Il talento è la capacità di superare le difficoltà, la prima delle quali è di solito la scarsa conoscenza proprio di ciò che vorremmo fare. E questo vale per qualsiasi cosa noi tentiamo di fare. Il talento è il risultato del provare e riprovare, usando le nostre capacità e testando le nuove conoscenze.Abituiamoci a mettere da parte un lavoro venuto male e a rifarlo daccapo. Consideriamo gli ostacoli come qualcosa di naturale in ogni impresa, così non sembreranno più tanto insormontabili o scoraggianti.

forme-teste

Non esiste una testa uguale ad un’altra, guardando le persone che ci circondano possiamo apprezzare infinite variazioni sul tema e strutture di ogni tipo. La stessa faccia può variare in migliaia di modi al variare delle emozioni che esprime, un disegno però deve mostrare l’impressione di un singolo istante. Devi cercare di pensare a un volto come se fosse soltanto una forma nello spazio, come se fosse una parte di una natura morta piuttosto che la manifestazione di una personalità in continuo cambiamento.

All’inizio ti conviene copiare da un calco o da una foto, perché almeno soggetto non si muove e lo puoi osservare in maniera obiettiva. Ti conviene inoltre cominciare con una testa di forma standard, con lineamenti e distanze nella media. Le caratteristiche individuali sono troppo complicate e a metterle insieme senza avere un riferimento a una struttura di base è complicato.

Un ragionamento che ci può aiutare è che la base di qualsiasi testa è il teschio, il resto sono mere decorazioni.

Comincia quindi a farti un’idea dell”anatomia e struttura di una testa anche se questo può sembrare monotono.

Se vuoi costruire un mobile con le tue mani e imparare come usare una sega e un martello è indispensabile e in fondo nemmeno tanto noioso.

Prima di tutto devi iniziare da una forma base che si avvicini il più possibile a quella di un teschio.

Osserva un cranio: si può descrivere come una palla schiacciata ai lati e un po’ più gonfia dietro. Sul davanti, le ossa della faccia, comprese le orbite oculari, il naso, la mascella superiore e inferiore, sono legate alla parte anteriore di questa palla.

Il tuo primo problema è riuscire a mettere insieme la palla e il piano facciale così che funzionino come un’unità che possa essere inclinata o girata in qualunque maniera.

E’ molto importante che tu ti costruisca un modello tridimensionale in mente della testa, nella sua forma completa e solida, non basta visualizzare solo la parte visibile. Ovvio che non si può vedere più di metà testa alla volta ma dal punto di vista della costruzione, la metà che non possiamo vedere è importante tanto quanto quella visibile.

tracciare le prime forme base

Guardando la tavola qui sotto puoi vedere che Loomis ha trattato la palla come se la metà inferiore fosse trasparente così da renderne evidente la costruzione per intero.

uso della croce per individuare la posizione degli elementi del volto 

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C’è un metodo molto buono per individuare la posizione degli elementi del volto in qualsiasi scorcio, è mostrato nella tavola qui sotto. Si tratta di individuare la croce formata da un parallelo e l’equatore della sfera che si usa come forma di partenza per disegnare la testa, questo trucco rende una guida sicura per individuare la posizione degli elementi del volto in qualsiasi scorcio.Tavola3

Questo metodo permette di far si che il disegno sulla parte visibile della testa sembri proseguire tutto intorno. Così l’area che non possiamo vedere viene immaginata come una copia di quella che vediamo.Un vecchio professore asseriva che per disegnare bene una testa bisogna essere capaci di “disegnare l’orecchio che non si vede”, l’affermazione è sconcertante ma se ci pensi è proprio così: non puoi considerare una testa ben disegnata finche non ne percepisci, mentre la disegni, anche la parte nascosta.

Detto ciò devi prendere atto insieme a me che non è possibile rappresentare correttamente un volto se cominci a disegnare da un occhio o dal naso, ignorando il teschio e la posizione dei lineamenti su di esso. Come sempre, nel disegnare non c’è niente di più importante dell’insieme , e l’insieme è sempre la combinazione di elementi proporzionati.

Puoio sempre suddividere l’intero in parti. Indovinare una parte per volta sperando che sommandosi agli altri elementi visti isolati renda un insieme che rispetti le relative proporzioni è molto più scomodo e difficile, se non impossibile.

trova un punto di partenza ed esercitati

Per il metodo di Loomis, il punto più importante della testa, dal quale partire per costruire la struttura del volto è quello immediatamente sopra il dorso del naso, tra le sopracciglia.Tavola4

Questo punto in una testa è sempre fisso ed indica l’incrocio tra la linea verticale del naso e quella delle sopracciglia, sulla palla che usiamo come punto di partenza è formato dall’“equatore” e dal ”meridiano zero”, le due linee che tagliano la sfera a metà orizzontalmente e verticalmente.

Tutte le misure successive le prenderemo a partire da questo punto: all’incirca a metà strada tra questo punto e la cima, al centro della testa, abbiamo la linea dei capelli; scendendo giù dello stesso tanto sotto l’incrocio, dal momento che la distanza tra la punta del naso e le sopracciglia è, in media, uguale all’altezza della fronte, otteniamo la lunghezza del naso. Aggiungendo ancora in basso la stessa distanza, otteniamo la fine del mento, poiché la distanza dalla fine del mento alla base del naso è pari allo spazio tra questo punto e le sopracciglia, e dalla sopracciglia alla linea dei capelli. Tre distanze che si equivalgono lungo la linea centrale del viso.

Adesso smetti di leggere e prendi carta e matita: per andare avanti nella spiegazione è bene che abbia disegnato i volti della tavola 3 e della tavola 4, inclinando le teste in ogni possibile direzione.

La tavola 4, la precedente, ti darà l’idea di come rintracciare correttamente i tratti del viso. In questa fase il posizionamento è più importante del disegno degli stessi elementi. Non è molto importante che i dettagli siano precisi. Sistemateli all’interno delle linee di costruzione così che i due lati del viso combacino da qualsiasi punto di vista.

esamina la struttura ossea

La tavola 5 mostra una semplice descrizione della struttura ossea. Nessun dettaglio è di grande importanza, ma la sua forma generale è essenziale. Al suo interno devi collocare le orbite, distanziandole attentamente ai lati della linea centrale. Posizioniamo i due zigomi opposti l’uno all’altro, e il dorso del naso, che deve avere l’attaccatura sulla linea centrale. Localizziamo l’angolo della mascella e portiamo la linea della mandibola sotto il mento. Ogni testa deve essere costruita in modo tale che ogni elemento stia in equilibrio sulla linea centrale.schema-della-struttura-osse

metti la carne intorno alle ossa

La tavola 6 dà maggiormente l’idea del reale aspetto a della posizione delle ossa. Nota come in questi disegni ci si accorga della costruzione di tutta la testa. Puoi provare a immaginare di percepirla non in termini di semplici linee generali, ma come bordi di forme solide attorno alle quali potresti far scorrere la mia mano.

Riesci a immaginare di prendere tra le mani una di queste teste e a trovarle credibili al tatto sul retro tanto quanto sul davanti? Finora abbiamo lavorato per questo.le-parti-ossee-della-testa

La tavola 7 mostra il movimento della testa sul suo perno in cima alla spina dorsale e alla base del cranio. Dobbiamo tener presente che questo perno si trova dentro il collo e sotto il teschio. Non fa da cardine ma svolge una funzione rotatoria da un punto leggermente indietro rispetto alla centrale del collo. Così, quando la testa è inclinata all’indietro, il collo rimane schiacciato e si gonfia un po’ formando una piega sotto il cranio. Quando la testa è inclinata in avanti, la laringe o il pomo di Adamo si abbassano nascondendosi all’interno del collo.
Nei movimenti laterali entrano in gioco i muscoli lunghi attaccati al teschio dietro le orecchie e più giù davanti allo sterno tra le clavicole. Sulla schiena ci sono due muscoli robusti fissati alla base del cranio per tirare la testa all’indietro.movimento della testa sul collomovimento-della-testa-sul-c

Ad alcuni artisti piace immaginare che la testa sia composta da un insieme di pezzi che combinati assieme si sistemano per comporne la struttura.

sottolinea i volumi

La tavola 8 è particolarmente utile per indicare nel disegno la terza dimensione, quella dello spessore. Troppo spesso il viso è disegnato come qualcosa di piatto. Dobbiamo considerare la rotondità del muso e come mascella e mandibola si incastrano, poiché nascosta dalla carne e dalla pelle, rischiamo di dimenticare la curva appuntita dei denti tra le labbra. Questo è anche più evidente negli animali, per i quali un’ampia e affilata dentatura fa la differenza tra la vita e la morte. Immaginate gli incisivi come delle mannaie e i morali come dei tritacarne. Le zanne, o i canini negli esseri umani, sono quelli che un animale usa per afferrare, o per tagliare e strappare. Per capire esattamente la rotondità di questa parte, mordete un pezzo di pane e osservatelo. Dobbiamo ricordare che anche gli occhi sono rotondi, nonostante spesso li si veda disegnati piatti come fessure in un pezzo di carta. Gli occhi, il naso, la bocca e il mento hanno tutti una terza dimensione che non può essere sacrificata senza che la solidità dell’intera testa ne risenta.costruire-la-testa-pezzo-a-


Il disegno del corpo umano è trattato in modo approfondito durante le lezioni dei corsi di disegno e pittura che Circolo d’Arti organizza a Cagliari, Senorbì e a Casa Spadaccino (loc. Su Loi, Capoterra), e sul web.

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Alessandro Pedroni

Ciao, se mi leggi forse condividi con me l’amore per il disegno e la pittura e sei sempre alla ricerca di approfondimenti e nuovi stimoli, cosciente che c’è sempre ancora molto da scoprire. Mi piace condividere quello che ho imparato in una vita di mestieri fatti con la matita e i pennelli in mano, per questo insegno disegno e pittura da più di dieci anni e scrivo articoli sulla pratica del disegno e della pittura su questo blog.

Un commento
  • Disegnare il volto di tre quarti con il sistema di Andrew Loomis – Circolo d'Arti – scuola disegno e pittura
    2 dicembre 2017 at 10:25 am
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    […] ricordo che abbiamo già affrontato il tema in altri articoli tratti da uno dei libri di Loomis: il primo dedicato alla testa il secondo ai piani […]

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