Un ritratto con una sotto pittura in nero

Per questo ritratto un po’ particolare di una madonna dolente, ho deciso di usare una sotto pittura uso il nero vite al posto della terra d’ombra bruciata tradizionale.

Pubblico la procedura a puntate, così può diventare una specie di lezione utile per chi vuole provare questa tecnica particolare.

Ho già dipinto un ritratto con questa tecnica anni fa, qui sotto vedete il risultato

Questo tipo di sotto pittura offre la possibilità di essere molto dettagliati e permette rapidamente di creare una grisaglia su un livello superiore, una volta asciutta l’impostazione delle ombre.

Per il ritratto “Madonna dolente” che ho dipinto su una tavola tarlata, ho scelto di usare questa tecnica ed ho documentato con alcuni filmati il lavoro fatto.

Come sempre faccio, prima di affrontare lavori impegnativi, ho fatto una serie di studi disegnando con varie tecniche.

Malgrado abbia faticato un bel po’ per studiare le mani da inserire, ho poi deciso di non usarle … tutto lavoro buono per un’altra opera.

Una volta chiarite le idee ho preparato la tavola tarlata, bonificata dai tarli, impermeabilizzata con un impregnante acrilico opaco e stuccata con una resina bicomponente, nella zona in cui avrei dipinto la faccia (ho spiegato tutto nel primo filmato che trovi qui sotto) ed ho cominciato il lavoro.

Per trasferire il disegno sulla tavola preparata, ho scelto uno dei bozzetti migliori tra quelli che avevo fatto, ho preso un pezzo di carta da lucido e lo ho ricalcato. Ho passato il disegno a scanner e con un programma di ritocco fotografico ho portato la testa alla dimensione giusta. Una volta fatta la stampa a dimensione, ho annerito il retro con una stecca di grafite 6B. Ho appoggiato il disegno al dritto sulla posizione giusta nella tavola e con una penna ho ricalcato il disegno, in questo modo la grafite si è trasferita sulla tavola come se avessi usato una carta carbone.

Normalmente le sotto pitture si fanno con la terra d’ombra bruciata ma dato che il contorno della faccia si perderà nello sfondo nero, anche l’impostazione la faccio verrà fatta con il nero vite, ha dei riflessi bluastri ed è un nero che mi piace molto.

È stato difficile lavorare sulla superficie stuccata e scartavetrata fine, è un fondo al quale non sono abituato ed ho avuto qualche problema per capire che pennello usare e la densità dell’impasto. Alla fine ho optato per un pennello a lingua di gatto n. 4 ed ho usato il colore denso come usciva dal tubetto del colore “Artisti” Maimeri (https://amzn.to/3JzfTLp).

Nel filmato successivo ho ripreso con il colore il disegno ed ho cominciato ad accennare i chiaro scuri.

Purtroppo mi piace sempre mettermi in crisi facendo esperienze nuove. Questa volta, forse se sul fondo di gesso acrilico avessi usato una carta vetrata da 60 al posto di quella da 120, avrei ottenuto una superficie più aggrappante.

Un altro problema lo ha creato il fatto di non fissare il disegno trasferito a grafite.

Una volta ripreso il disegno e lasciato asciugare, darò una mano leggera di nero vite diluito con essenza di trementina per ottenere il fondo grigio su cui andrò a riprendere le luci con il bianco.

È stato difficile lavorare sulla superficie scartavetrata fine, è un fondo al quale non sono abituato ed ho avuto qualche problema per capire che pennello usare e la densità dell’impasto. Alla fine ho optato per un pennello a lingua di gatto n. 4 ed ho usato il colore denso come usciva dal tubetto del colore “Artisti” Maimeri (https://amzn.to/3JzfTLp).

Procedendo con il lavoro ho continuato a curare lo sviluppo del chiaro scuro sfumando le masse di ombra per creare la tridimensionalità. Per lavorare in modo efficiente dovevo lavorare a pennello secco (Pochissimo colore solo sulla punta del pennello unto di medium, sfumando molto). Questo mi ha portato a preparare il colore sulla tavolozza con un altro pennello, in modo da non trovarmi troppo colore sul pennello che dipinge.

Una volta trovata la pennellata giusta, si è trattato di continuare a sviluppare il chiaro scuro del ritratto.

Voglio mostrare la tavola su cui ho dipinto (a destra) e il risultato finale della pittura dopo le velature di colore date sopra la preparazione spiegata in questo articolo. (a sinistra)
Ho ottenuto un risultato interessante e credo che ripeterò l’esperienza.

Il problema più grande che ho per ora è quello di trovare altre tavole tarlate così belle.

Mi interessa molto la tua opinione su questa tecnica di preparazione, lasciami un commento.

Se ti interessa imparare puoi venire nel mio studio in via is Maglias 58 a Cagliari o prenotare qualche lezione via web, guarda i nostri corsi di pittura alla fiamminga.

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