Studi di disegno della figura da 18 cm

Chi mi conosce sa che nei miei studi e per il mio lavoro cito spesso James Gurney è un pittore e illustratore di cui ho tradotto molti brani e tutorial.

In un articolo su Substack James racconta questo aneddoto:

Quando frequentavo la scuola d’arte, ci hanno consigliato di acquistare carta di dimensioni 46 x 60 centimetri. Per i disegni di figure in piedi, l’indicazione era di renderli di circa 53 cm di altezza, utilizzando efficacemente lo spazio verticale della carta.

L’illustre pittore accademico britannico Frederic, Lord Leighton (1830-1896) invece, proponeva di disegnare le figure significativamente più piccole, circa un terzo di quella dimensione, 18 centimetri.

Leighton sottolineava l’importanza di mantenere una distanza appropriata dal soggetto, suggerendo che per supervisionare correttamente l’intera figura, un artista dovrebbe posizionarsi a tre volte l’altezza della figura di distanza. Proponeva un metodo simile al tracciato, dove si immagina la propria carta come un foglio di vetro. Utilizzando questo vetro immaginario come guida, una figura alta un metro e sessanta sarebbe rappresentata come alta circa diciotto centimetri sulla carta.

Questa scala consente un confronto diretto piuttosto che proporzionale, ovvero permette di riportare la misura, presa con il braccio steso su un modello a circa 4 metri di distanza direttamente sul foglio del bozzetto.

Questo approccio era diffuso tra maestri di varie epoche, indipendentemente dal soggetto. Questa scala era particolarmente rilevante per gli studi dal vero, che in seguito potevano essere ingranditi alla dimensione desiderata per composizioni più grandi o affreschi, senza perdere l’essenza dello schizzo iniziale.

Leighton riferiva che artisti rinomati come Rubens, Longhi, Watteau, Fragonard, Ingres, Millet, Puvis de Chavannes e Keene, adottavano questo metodo per sottolineare che la pratica era molto diffusa. Questo metodo, implicava, non era arbitrario ma basato sulla saggezza accumulata di generazioni di artisti che comprendevano le sfumature di scala e prospettiva nel disegno.

Questo approccio fu condiviso da Walter Sickert e documentato nella sua pubblicazione del 1910 “The Study of Drawing“, successivamente ristampata nella rivista Apollo nel 1996, offrendo uno spaccato delle pratiche e delle considerazioni tradizionali che hanno plasmato l’educazione e la metodologia dell’arte classica.

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One Comment

  1. Osno un artista, vorrei migliorare la qualità e la plasticità dei miei disegni. Grazie infinite.

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