Puelli Fabio Mario: surrealismo ed ironia

Nome completo e professione

Puelli Fabio Mario, medico.

Ho esercitato come dentista 39 anni di cui 36 come libero professionista

Come artista, cosa vuoi condividere con il mondo?

Mi piace stupire, sorprendere, il mio è un mondo magico, dove gli animali e la donna hanno un ruolo importante, come nelle fiabe. Mi piace anche prendermi gioco del potere, come ho fatto con la serie Inappendibili.

Secondo te, da dove viene l’ispirazione?

Secondo me viene dalla parte più profonda del cervello, che in artisti, animali e bambini ha voce: pensiamo al cervello dei rettili, ossia il diencefalo, che è sede di istinti e pulsioni primordiali. Purtroppo crescendo molti, per pregiudizi e inibizioni varie, chiudono la “botola di accesso” e, pur essendo sempre preda di pulsioni e istinti, non sono in grado di tradurle in qualcosa di creativo. Curioso che alcuni malati mentali creino opere d’arte di rilievo, ma una volta guariti perdano il dono della creatività.

Qual è l’elemento iniziale che innesca il processo creativo?  E cosa ritieni sia più importante? Il concetto, l’idea espressa, o il risultato estetico e percettivo dell’opera?

Questa è una bella domanda, spesso me la sono posta anch’io: l’idea sorge autonoma, innescata da un colore, un raggio di luce, un’immagine, un viaggio, un sogno.. Tutto può suggerirmi qualcosa che può diventare un quadro. Qualche volta mi son chiesto anch’io perché ho fatto un certo quadro, e spesso non so dare una risposta esaustiva.

Voglio aggiungere che non ho mai fatto uso di droghe e alcool, anche se mi piace molto il buon vino, per cercare ispirazione.

E cosa ritieni sia più importante? Il concetto, l’idea espressa, o il risultato estetico e percettivo dell’opera?

Credo che l’aspetto più importante sia l’idea espressa, ma anche il risultato estetico per me è importante. Il lavoro finito però non sempre mi soddisfa, mi è capitato di rinnegare un quadro e di ridipingerci sopra, quasi sempre dopo mi sono pentito, rivendendo in foto di quello che avevo distrutto. Mia figlia, che ha lavorato in due gallerie, ora mi ha proibito di distruggere qualsiasi quadro. Il fatto che non sempre il risultato è quello che vorrei, mi spinge a cercare di migliorarmi sempre e a perfezionare la mia tecnica.

Quale fase dell’arte / creazione ti colpisce di più?

La prima fase: si può partire da uno schizzo, oppure saltare il disegno e cominciare con la prima stesura, fatta direttamente con i colori. Ci metto pochissimo: 10-30 minuti in base alla dimensione, la mano scorre veloce.

Perché hai scelto un’arte visiva?

È la mia natura. Ho sempre amato disegnare e ho sempre avuto una memoria visiva.
I miei quaderni del liceo, eccetto quelli di matematica, erano quaderni di disegno. Sono stato sempre promosso ma ero un pessimo alunno, mai irrispettoso, ma sempre svogliato e annoiato. E allora disegnavo, era l’unico modo per me per sfuggire alla noia.
Non ho mai smesso da allora.

Cosa si prova a manipolare la materia per creare un’opera?

Dipingo su tavola, molto più adatta alla mia tecnica. Amo sentire il colore, stretto tra pennello e supporto, che si stende e scorre sul supporto rigido, è un piacere quasi sensuale.

Perché pittura ad olio? Cosa rende speciale questo mezzo per te?

Ho iniziato con il disegno a penna (china nera), poi con chine colorate e vinavil che costavano poco, poi con gli acquerelli, che trovavo poco adatti alla mia creatività, le tempere le ho lasciate perdere perché una volta asciutto il colore diviene opaco, gli acrilici non mi dispiacevano… ma quando ho provato l’olio mi si è aperto un mondo: un fiume di idee mi ha attraversato la mente, ho iniziato a concepire e a fare soggetti che prima sarebbero stati impossibili e che neanche mi venivano in mente. I mezzi, i materiali a disposizione stimolano la creatività.

È difficile discorrere d’arte senza parlare di sé. Quanto c’è della tua storia, dei tuoi ricordi, della tua vita intima, nelle opere che realizzi?

La storia antica, le fiabe, l’amore per la natura, e naturalmente l’amore per la donna.. mia moglie è stata, ed è, la mia musa: ha guidato e in qualche modo incanalato il mio modo di dipingere.

Qual è l’importanza di trasmettere la conoscenza artistica alle nuove generazioni?

Domanda difficile, la cultura e la conoscenza arricchisce la vita ma fare è meglio che guardare.

Secondo te qual è la funzione sociale dell’Arte?

Fino a 10-15 anni fa non avrei saputo dire, oggi invece vedo, anche grazie ai social, che l’arte ha la funzione di unificare i popoli. Uso i social per postare i miei quadri e far conoscere il mio lavoro, e intrattengo così conversazioni con artisti e appassionati d’arte da tutto il mondo. Quando si tratta di arte, non importano nazionalità, lingua o sesso. Mi sorprendo sempre di vedere persone di provenienza così varia unite da una passione comune.

Cosa dicono le tue opere? Quali messaggi vogliono comunicare?

Sogno, magia, natura, sensualità e anche satira.

Quale messaggio personale vorresti lasciarci?

Credo che l’arte sia una medicina per la mente. Chiunque dovrebbe poter accedere all’arte, e perché no, provare a sperimentare, anche se non ha un talento particolare, alcuna formazione o grande manualità. Penso che nessuno dovrebbe rinunciare alla pittura se questo gli dà piacere, emozione, divertimento, benessere.. Se ciò fa bene a se stesso e a chi gli sta vicino, va sempre incoraggiato.

Grazie Fabio

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Alessandro Pedroni

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Ciao, se mi leggi forse condividi con me l’amore per il disegno e la pittura e sei sempre alla ricerca di approfondimenti e nuovi stimoli, cosciente che c'è sempre ancora molto da scoprire. Mi piace condividere quello che ho imparato in una vita di mestieri fatti con la matita e i pennelli in mano, per questo insegno disegno e pittura da più di dieci anni e scrivo articoli sulla pratica del disegno e della pittura su questo blog.

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