Come si comporta la luce quando colpisce un oggetto?

Noi siamo in grado di capire che un oggetto ha un volume, perché risponde in maniera differenziata quando è illuminato.

Se disegni o dipingi, devi diventare abile nel rendere questi passaggi di luminosità tra luce, penombra e ombra, perché il chiaroscuro è alla base di qualsiasi buon disegno e pittura efficace, anche quando si usa il colore.

Il modo più semplice per studiare il chiaroscuro è quello di illuminare i modelli con una sola fonte luminosa: il sole diretto, la luce che cade da una finestra, una luce artificiale.

Se la luce è intensa, rende più evidenti le varie zone di valori da prendere in considerazione e da rendere e all’inizio questo approccio è il modo più semplice per vedere la differenza tra i valori.

I principi che vedremo studiando il chiaroscuro di una sfera, possono essere applicati alla curva di una guancia, alla pienezza di una teiera o ad un vaso, a una mela, a qualsiasi modello.

Ci sono vari tipi di ombre

Ombre portate: tutti gli oggetti non trasparenti impediscono alla luce che li investe di illuminare ciò che è immediatamente dietro di essi rispetto all’origine della luce. Le caratteristiche di questo tipo di ombra dipendono dall’intensità della sorgente luminosa. Una luce intensa produce un’ombra con il bordo nitido, una luce morbida produrrà un’ombra con il bordo più sfocato.

Più lunga è l’ombra proiettata da un oggetto, più morbido diventa il bordo dell’ombra.

Un’ombra portata è più scura proprio sotto la sfera e diventa sempre più leggera man mano che si allontana da essa.

Un’ombra portata si comporta in modo prevedibile quando è proiettata su una superficie piana, ma quando ci sono altri livelli o superfici nel percorso delle ombre, la forma può essere modificata a seconda della superficie su cui cade. Puoi approfondire questo aspetto delle ombre in questo articolo: Come disegnare le forme complicate senza sbagliare proporzioni e chiaro scuro

Se capisci i principi che guidano il modo di comportarsi della luce, avrai le conoscenze per rappresentare in modo convincente l’illusione della forma di qualsiasi elemento.

Le zone principali da individuare per il chiaroscuro di un’oggetto:

Come primo approccio individua le tre aree principali in cui puoi suddividere le variazioni di luce su un oggetto:

  1. Lato illuminato: include la luce propria e i mezzitoni. Si tratta della parte più chiara, in cui la luce colpisce direttamente l’oggetto. I valori di chiaroscuro sono sempre più chiari di qualsiasi valore sul lato in ombra e si fondono con esso (a volte si possono suddividere in semivalori chiari e semivalori scuri).
  2. Lato in ombra: è la parte che non riceve la luce diretta. Nell’ombra propria si possono individuare varie zone. L’ombra propria, il nucleo dell’ombra e la luce riflessa. Il nucleo dell’ombra è la parte più scura, il resto dell’ombra propria è costituito da toni scuri che sfumano tra il nucleo dell’ombra e la luce riflessa (quando essa è presente).
    La luce riflessa è la luce riflessa sul soggetto dalla superficie su cui si trova, o dalla luce dell’ambiente circostante.
  3. Ombra portata: anche in essa possiamo cogliere tre parti. La parte più scura si trova direttamente sotto l’oggetto, un tono medio costituisce la maggior parte della forma dell’ombra proiettata e una coda, la parte più leggera e morbida dell’ombra proiettata

Creazione della linea d’ombra

La linea d’ombra è la transizione tra il lato luce e il lato ombra. La cosa principale da ricordare è mantenere ogni area chiaramente definita: mantenendo i toni chiari nel lato chiaro e i toni scuri nel lato in ombra, è bene mantenere un passaggio graduale tra le due zone.

Questo risultato graduale, non è così semplice da ottenere: in quanto la linea d’ombra cade su un’area piuttosto piccola. La cosa più difficile è mantenere la pienezza della forma del globo. Devi stare attento a schiarire delicatamente i segni della matita e provare a creare una bella miscela. Il problema è che il lato oscuro si diffonde, si insinua e non sarà possibile risolvere il passaggio con qualche colpo di gomma pane.

Sembra un lavoro complicato ma è solo questione di pratica.

Il lato illuminato

Si tratta della parte più chiara. La zona in cui la luce colpisce direttamente l’oggetto. Questa zona ci indica nel modo migliore la direzione da cui arriva la luce e con quale angolazione essa colpisca il soggetto.

I punti salienti della luce propria fanno prendere vita al disegno.

I mezzitoni sfumano dalla luce al lato in ombra e fanno risaltare il punto più luminoso della luce propria. Luce propria e mezzi toni sono sempre di valore più chiaro rispetto ai valori più chiari sul lato in ombra.

 

Il lato in ombra:

Se un’ombra portata è sempre dura (anche se a volte ha bordi sfumati), l’ombra propria è morbida.

Il lato in ombra di un oggetto ne rivela la forma e la massa.

Esiste una zona più scura all’interno dell’ombra portata che possiamo chiamare ombra propria profonda; questa zona cade sotto la linea d’ombra ed è la zona in cui arriva relativamente meno luce a colpire la superficie. Essa si fonde con il resto dell’ombra propria che risulta più chiara perché schiarita dalla luce riflessa o dalla luce dell’ambiente.

La luce riflessa

Un oggetto è sottoposto all’influenza dell’amiente in cui si trova, se il piano su cui è appoggiato o l’ambiente sono chiari, una parte dell’ombra propria verra leggermente illuminata. Le superfici bianche o lucide riflettono la maggior parte della luce, le superfici scure o nere ne riflettono una minima quantità.

La sfera del disegno qui sopra è poggiata su un pezzo di carta bianca opaca.

Per un principiante, le prime volte, può capitare di essere ossessionato dalla luce riflessa. È possibile tendere a “guardare troppo nelle ombre” e che si esageri il modo in cui si rende la effettiva luminosità di quell’area. E così si perde l’impostazione iniziale che avevamo stabilito dividendo la zona in luce da quella in ombra.

Puoi stampare questa guida e fare pratica abbinando i toni con le matite

Oppure puoi approfondire lo studio del chiaroscuro grazie a questa dispensa: COME DISEGNARE UNA ROSA 
E CREARE IL VOLUME CON 
IL TRATTEGGIO INCROCIATO

Quando si sta rivelando una forma grazie al chiaroscuro, l’esercizio della striscia di valori qui sopra o – ancor meglio – l’esercizio approfondito della dispensa, ha un valore inestimabile.

Uno dei problemi più frequenti in chi inizia puo essere quello di finire per rendere il chiaroscuro con un tono più chiaro di quello che serve, dei buoni esercizi di chiaroscuro ti insegneranno a il controllo che serve per mantenere costante l’illusione della luce.

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Alessandro Pedroni

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Ciao, se mi leggi forse condividi con me l’amore per il disegno e la pittura e sei sempre alla ricerca di approfondimenti e nuovi stimoli, cosciente che c'è sempre ancora molto da scoprire. Mi piace condividere quello che ho imparato in una vita di mestieri fatti con la matita e i pennelli in mano, per questo insegno disegno e pittura da più di dieci anni e scrivo articoli sulla pratica del disegno e della pittura su questo blog.

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