Adriano Caverzasio: pittore in Como

Nome completo e professione

Adriano Caverzasio, Artista

Da dove vieni?

Sono nato a Rodero (Co). Vivo a Como.

Come, quando e perché è iniziato il tuo amore per l’arte?

Non so come e quando l’arte sia entrata nella mia vita, non ricordo un momento preciso. Finite le scuole medie, mi è sembrato naturale indirizzarmi a studi artistici.

Quando è cominciata quest’avventura nell’arte?

Vedi sopra.

Cosa hai studiato e dove?

Siamo negli anni 50, anni faticosi, per pensare all’arte come professione, ho cosi approfittato di quello che la mia città mi offriva.

Como ha una forte vocazione tessile, ci sono istituti professionali che formano Tessitori, Chimici e Disegnatori Tessili, io ho scelto naturalmente quest’ultimo corso, dove il disegno è la storia dell’arte sono le materie più importanti.

Dopo il diploma, mentre facevo esperienza in alcuni atelier, ho frequentato corsi serali in Accademia, diplomandomi in Pittura.

Nel 1970, ho esordito nel mondo della moda con il mio “Laboratorio di Disegni per la Moda e l’Arredamento” che mi ha permesso di collaborare con le più importanti case di moda internazionali e fare incontri importanti in molte parti del mondo.

Cosa ti ha spinto ad entrare nel mondo dell’arte e a seguire studi artistici?

Una grande passione.

Come studente, qual è stata la lezione più importante che hai imparato?

Che lo studio non deve finire con il diploma, ma se si vuole crescere, deve continuare e con maggior impegno.

Come artista, cosa vuoi condividere con il mondo?

Non lo so proprio, mi sento investito da un unico obbligo. Esprimermi sempre con onestà e al meglio delle mie possibilità.

Secondo te, da dove viene l’ispirazione?

Premetto che non credo all’artista che si strappa i capelli e poi si mette a dipingere.

Un mio insegnante di disegno, paragonava l’ispirazione ad un treno e diceva: se vuoi approfittare di quel treno, devi ogni giorno andare alla stazione. Ovvero, vai tutti i giorni al tuo studio e lavora, quando trovi una buona idea, sei pronto per il viaggio.

L’ispirazione non è altro che un termine snob, spesso usato come alibi per fare un po’ di vacanza.

Qual è l’elemento iniziale che innesca il processo creativo? E cosa ritieni sia più importante? Il concetto, l’idea espressa, o il risultato estetico e percettivo dell’opera?

Ognuno ha un proprio modo di agire.

Per quanto mi riguarda, la molla è la curiosità, le mostre i musei le letture e tanto altro, la ricerca continua di una nuova sfida e tanto, tanto lavoro.

La routine è la morte per un artista. Mi tornerebbe difficile svolgere il mio lavoro con metodi impiegatizi.

 

Mani – 24 formelle in gesso – totale 120,5 x 116,5 cm – 2014

 

Quale fase dell’arte / creazione ti colpisce di più?

Tutto il percorso, la tensione, lo studio, il mettere costantemente alla prova le mie capacità e cercare di ottenere un risultato al massimo delle mie possibilità.

Perché hai scelto un’arte visiva?

Forse è lei che scelto me.

Cosa si prova a manipolare la materia per creare un’opera plastica o pittorica?

Mi eccito come un bambino e provo un enorme piacere.

Quale è la tecnica che preferisci? Cosa rende speciale questo mezzo per te?

Ho abbandonato i colori ad olio negli anni 70, semplicemente perché l’asciugatura è molto lenta.

Dipingo in maniera frenetica, ho bisogno di colori di rapida asciugatura che mi permettono di lavorare in velocità.

I colori a tempera, che adoro, vanno bene sulla carta o su tavolette, ma sono pigmenti delicati che mal sopportano gli spessori.

Negli anni 70, la comparsa dei colori acrilici è stata la mia salvezza

È difficile discorrere d’arte senza parlare di sé. Quanto c’è della tua storia, dei tuoi ricordi, della tua vita intima, nelle opere che realizzi?

Il disegno è alla base del mio lavoro e spero che lo sia per tutti gli artisti, disegnare, molto dovrebbe essere sempre la premessa per avere un buon dipinto.

È inevitabile che in quello che faccio c’è molto della mia storia, gli incontri, i miei amici artisti, un film, le relazioni e la famiglia.

In passato molto, anche durante l’insegnamento in accademia: i ragazzi ti trasmettono entusiasmo ed energia allo stato puro.

Qual è l’importanza di trasmettere la conoscenza artistica alle nuove generazioni?

Purtroppo la scuola dell’obbligo considera le poche ore dedicate alle attività artistiche, come tempo di svago o poco più. Dimenticando che il disegno è stato la prima forma di comunicazione. Buona parte di ciò che sappiamo delle civiltà preistoriche sono i graffiti ritrovati nelle caverne, scene domestiche, di caccia e un campionario di animali ormai estinti.

Se ci guardiamo poi intorno, tutto quello che vediamo, dalla semplice graffetta al macchinario più complicato, prima di essere prodotti sono stati disegnati. La nostra società non può prescindere dal disegno. Pertanto vorrei che il Disegno diventasse una materia di studio primaria, al pari della Matematica e l’Italiano.

Secondo te qual è la funzione sociale dell’Arte?

L’arte ha sempre svolto un compito sociale. La Religione per fare apostolato, le Signorie per magnificare i propri fasti, i Condottieri per celebrare le loro battaglie ecc. fino alla ritrattistica.

Non c’erano prelati, nobili e cavalieri che rinunciassero a farsi effigiare. I Murales dell’America Latina, inneggianti alla rivoluzione, o contro gli invasori, dittatori e schiavisti.

Poi il Murales cambia nome e diventa Graffito, nato nelle periferie Newyorkesi, da principio contro il razzismo e le ghettizzazioni, poi contro la guerra nel Vietnam e in seguito, contro le disparità sociali.

Questo modello di protesta si è diffuso rapidamente in tutto il mondo, il muro di a Berlino era in buona parte ricoperto da queste pitture.

Poi come spesso succede, tutta questa spontaneità, è stata corrotta e mercificata dai mercanti con le loro gallerie.

Cosa dicono le tue opere? Quali messaggi vogliono comunicare?

Non voglio dare messaggi, potendo vorrei porre delle domande.

Letto Sfatto – 80 x 100 cm – 2018
Quale messaggio personale vorresti lasciarci?

L’arte è impegno ma anche gioia, se provate noia e fatica, dedicatevi ad altro.

Grazie Adriano
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Alessandro Pedroni

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Ciao, se mi leggi forse condividi con me l’amore per il disegno e la pittura e sei sempre alla ricerca di approfondimenti e nuovi stimoli, cosciente che c'è sempre ancora molto da scoprire. Mi piace condividere quello che ho imparato in una vita di mestieri fatti con la matita e i pennelli in mano, per questo insegno disegno e pittura da più di dieci anni e scrivo articoli sulla pratica del disegno e della pittura su questo blog.

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