15 archetipi della composizione:
il segreto delle grandi opere d’arte

Una delle prime cose da sapere sull’arte è che “non ci sono regole”. E’ proprio così: l’arte è totalmente soggettiva e ciò che funziona meglio per te è ciò che conta! Seguendo questo ragionamento viene da chiedersi: perché impazzire a imparare tutte le “regole dell’arte” e le linee guida di cui tanto si sente parlare?

Eppure credo ci sia una lezione preziosa nel ragionare su quella che è intrinsecamente un’attività irrazionale. Per analizzare e cercare di dare un senso a queste idee per trovare un senso, in filo di Arianna che ci aiuti a capire da dove nascono certe ispirazioni scaturiscono.

In questo modo per quanto labili siano gli indizi possiamo scoprire dei motivi ricorrenti, dei modelli. Troviamo soluzioni pittoriche e metodi di creazione che possono aiutarci ad ottenere risultati migliori. Ma soprattutto, scoprendo questi modelli, possiamo decidere di migliorarli o di allontanarci da essi. Ed è qui che risiede la crescita creativa.

Se come me ti trovi spesso in difficoltà con la composizione dei tuoi quadri. Devi sapere che è normale. Tutti, anche i migliori artisti hanno momenti di blocco creativo.

Quando ti ritrovi in questa situazione, dovresti fare una pausa e riflettere. Puoi ad esempio chiederti: “Cosa è che continuo a fare?”, ed anche “Cosa è che invece NON ho ancora fatto?” queste domande potrebbero spingerti ad osare soluzioni alternative, anche se sembrano cattive idee. Spesso le soluzioni migliori sono quelle che non abbiamo ancora sperimentato!

Circa 80 anni fa, un artista di nome Edgar Payne scrisse un libro intitolato “Composizione della pittura all’aperto”. Questo libro è tuttora considerato uno dei più importanti sulla composizione. Purtroppo, a causa del titolo incentrato sul paesaggio, non ho scoperto il valore di questo libro fino a molto più tardi. In questo libro, Payne espone molte teorie compositive e ipotizza che la maggior parte delle composizioni possa essere classificata in uno dei 15 archetipi compositivi che lui ha trovato analizzando le opere di moltissimi pittori del passato.

Anche se le soluzioni proposte incentrate sul paesaggio, i principi che contengono si applicano bene a tutti i tipi di arte figurativa. Grazie a Payne, oggi possiamo capire meglio la teoria compositiva e applicarla alle nostre opere d’arte.

Sto traducendo questo importante libro in italiano per renderlo accessibile a tutti, credo sia importante. Se vuoi puoi seguire il mio lavoro con un piccolo contributo mensile di cinque euro su Patreon.

Rimarrai aggiornato sui progressi della traduzione in anteprima e quando il libro verrà pubblicato per intero, riceverai il libro completo e impaginato in PDF e ci sarai anche tu, perché verrai citato in una speciale pagina dei ringraziamenti subiti dopo la prefazione.

Ora, dato che li ritengo veramente importanti, voglio condividere i 15 archetipi che Payne ha individuato come principi della composizione, studiando e analizzando le opere dei capolavori dei grandi maestri del paesaggio che hanno operato nella storia dell’arte, ognuno accompagnato da un breve commento:


La Stadera

È la forma più comune di equilibrio compositivo è paragonabile ad una bilancia di quelle che si usavano una volta al mercato, la stadera. Il punto focale in questo tipo di opere si trova sul fulcro della bilancia o vicino al peso principale. Di solito c’è un collegamento visivo verticale tra il peso principale e quello minore. Quando si posizionano gli elementi di questa composizione, è importante considerare larghezza, altezza ma anche profondità, poiché uno degli elementi potrebbe essere più arretrato in prospettiva. Ricorda di utilizzare il primo piano, la terra di mezzo e lo sfondo quando posizioni le masse.

La scala di equilibrio

Utilizzata soprattutto per le composizioni di montagna in cui il picco raggiunge il centro in alto. È utile anche nello stile decorativo: per decorazioni murali o murales.

Cerchio

Simile alla stadera per popolarità, il cerchio o composizione a O. Deve essere indicato in modo approssimativo, non evidente; come tale, può essere un cerchio grezzo, assumendo anche l’aspetto di un’apertura rettangolare o irregolare. Anche la forma a U è un’influenza visibile; suggerita da un piano terra laterale e da due piani verticali.

Curva a S o composta

Tipicamente suggerita da una linea o da un bordo, piuttosto che da una massa; ad esempio un fiume o una strada. Si può notare anche quando si forma un suggerimento curvilineo generale, sia in spazi positivi che negativi, in qualsiasi punto della composizione. Se esiste un Punto di Interesse, dovrebbe essere collocato sulla o vicino all’estremità convergente delle linee principali.


Piramide

La struttura della composizione a piramide o a triangolo favorisce la stabilità e la permanenza. Può essere creata da una linea, da una massa o da spruzzi di vari interessi.

Croce

Non altrettanto utile per le composizioni all’aperto, la croce è più adatta a lavori con architettura, barche o alberi senza foglie. Il Punto di Interesse dovrebbe essere collocato vicino all’incrocio di linee principali.

La linea radiante

Questa composizione attira l’attenzione sul Punto di Interesse, che dovrebbe essere collocato in corrispondenza o vicino alla linea convergente. Tenete presente che se le linee non sono ininterrotte costringono l’occhio a viaggiare troppo velocemente (come in un evidente disegno a raggiera); per risolvere questo problema assicuratevi che tutte le linee siano interrotte, irregolari o intercettate.

Elle o rettangolo

Questa composizione a forma di L è simile e compatibile con la stadera. Non è molto comune perché è difficile bilanciare una grande massa verticale con una linea orizzontale.


Stadera sospesa

Una versione rovesciata della stadera, in cui le masse sono collocate in alto sulla tela e il primo piano è semplice. In questo caso si possono applicare gli stessi principi di misure disuguali e punto focale della composizione con la stadera.

Tre punti

Può essere una composizione a sé stante o può funzionare all’interno di altri tipi di composizioni, come la stadera o la piramide. Due masse non creano unità come tre. Tre è solo il minimo, si possono aggiungere altri punti per favorire l’equilibrio e l’unificazione.

Massa raggruppata

L’unità si ottiene mettendo diverse masse in un gruppo. È il metodo più utilizzato nella pittura di nature morte. Si combina facilmente e al meglio con composizioni di motivi e silhouette.


Linea diagonale

Una volta creata una notevole inclinazione nella linea principale (dall’alto a sinistra al basso a destra o invertita), il fattore successivo importante è opporsi o intercettare queste linee con altre linee o masse. La zona al di sotto della linea principale è generalmente dipinta con un’unificazione di soli valori scuri o di soli valori chiari, e il valore opposto al di sopra della linea principale.

Il tunnel

Simile al cerchio, il tunnel si differenzia per la sua dipendenza dalla terza dimensione in linee e piani prospettici. In genere si vede in un’apertura con profondità, come sotto un ponte o attraverso un’interruzione degli alberi.

La silhouette

Riduce l’interesse e il contrasto di una massa in cui il contorno è più evidente. L’interscambio, ovvero il posizionamento di valori scuri su valori chiari o viceversa per creare un bordo contrastante, aggiunge interesse in questo caso. I valori delle masse dovrebbero essere semplificati o avvicinati per indicare una forte silhouette.

Il motivo

È il principio più astratto, che dipende interamente dalla sensazione di unità. È utile per la sperimentazione e lo studio perché scoraggia la dipendenza dai principi e mette alla prova le proprie capacità compositive naturali. “Dipende principalmente dall’immaginazione, dall’ingegno o da una sensazione istintiva di armonia quando appare in natura”. Qui i motivi possono essere disposti con o senza Punto di Interesse.


Naturalmente esistono infinite variazioni e combinazioni di questi archetipi e Payne ne cita molti altri nel libro che non possono essere elencati qui (come le composizioni basate sull’alfabeto). Ma questi 15 archetipi coprono un ampio spettro e vale la pena memorizzarli. Scoprirete che la maggior parte delle composizioni piacevoli contiene qualche aspetto di uno o più di questi principi.

Quindi, la prossima volta che sei alle prese con un nuovo lavoro e ti ritrovi sempre con la stessa soluzione inefficace, chiediti: “Ho provato le composizioni di Payne?” E poi fallo.

Provale tutte! Anche se la tua soluzione non si trova tra di esse, ti garantisco che il semplice fatto di provare tutte le opzioni ti farà uscire dai soliti infruttuosi schemi di pensiero e scatenerà la tua fantasia per portarti sulla strada della soluzione perfetta!

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Alessandro Pedroni

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Ciao, se mi leggi forse condividi con me l’amore per il disegno e la pittura e sei sempre alla ricerca di approfondimenti e nuovi stimoli, cosciente che c'è sempre ancora molto da scoprire. Mi piace condividere quello che ho imparato in una vita di mestieri fatti con la matita e i pennelli in mano, per questo insegno disegno e pittura da più di dieci anni e scrivo articoli sulla pratica del disegno e della pittura su questo blog.

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