Una lezione di pittura a olio da David Gray

David Gray è un pittore figurativo contemporaneo, vive negli USA e possiede un’ottima tecnica, visitando il suo sito possiamo vedere un corpo di opere che comprendono nature morte e ritratti...
Il narratore

David Gray è un pittore figurativo contemporaneo, vive negli USA e possiede un’ottima tecnica, visitando il suo sito possiamo vedere un corpo di opere che comprendono nature morte e ritratti che evocano la luminosità e finezza dei maestri olandesi.

Se vuoi saperne di più sui suoi metodi di lavoro puoi consultare il suo blog, la pagina Facebook e il canale YouTube con foto degli stati di avanzamento passo-passo e di video della sua tecnica.

Ecco un esempio delle sue lezioni filmate nel quale descrive la composizione della sua tavolozza.[youtube http://youtu.be/j7apGV-LeRE]Seguendo le sue spiegazioni puoi vedere che preferisce in genere usare pennelli di martora tondi o a lingua di gatto, usa inoltre un medium gel alchidico, simile al Liquin o a medium alchidici che possono essere trovati in Italia.

217351_203109043063131_5137622_n[youtube http://youtu.be/4HAwEA3WFyw]

Le sue tele sono preparate con gesso acrilico su cui stende una imprimatura acrilica composta da bianco di titanio e terra d’ombra bruciata.

Il suo sito DG Oil Painting Techniques è ricco di esempi della sua maniera di dipingere ed offre un ottimo esempio di come si possa integrare con prodotti attuali le classiche tecniche fiamminghe.

Vediamo in dettaglio uno dei suoi approcci: nel caso che ti propongo è stata impostato, al posto del classico proplasma a terra d’ombra bruciata un passaggio a grisaglia. Ma procediamo con ordine:

Il primo passaggio è fondamentale e conforta il mio insistere in modo quasi ossessivo sulla necessità di preparare un disegno preciso su cui lavorare. L’abbozzo è realizzato a fusaggine, copiando da una foto. L’uso della fusaggine permette di rifinire più volte il disegno che viene alleggerito spazzolando con un pennello e rifinendo fino a che non diventa soddisfacente.

Prima di cominciare a dipingere Gray alleggerisce di nuovo il disegno con un pennello in modo che il carboncino non sporchi la pittura, chi vuole può fissare il disegno, io uso la lacca per capelli, quella economica di solito contiene olio di lino. In alternativa si può – con un po’ di olio di lino e un pennellino – ripassare il disegno e aspettare che l’olio asciughi.

Nell’immagine che segue si può vedere la tavolozza preparata con cinque toni che vanno dal terra d’ombra bruciata al bianco più tre toni intermedi, il tono più scuro contiene comunque un po’ di bianco per renderlo un po’ opaco e non troppo scuro: non è conveniente trattare in fase iniziale le massime luci e le massime ombre, sarà bene trattare questi estremi alla fine, quando l’immagine avrà raggiunto un certo equilibrio generale e si potrà apportare una messa a punto più equilibrata.

Nota come è ordinata e pulita questa tavolozza, a sinistra, sulla carta è piazzato un po’ di gel alchidico simile al Liquin (a lui il medium piace un po’ più secco), sulla destra altra carta, fissata con una clip, per pulire il pennello e una vaschetta per il solvente che usa per pulirli. In questo modo può lavorare concentrato e senza distrazioni.

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Il suo approccio pittorico: dipingere forma dopo forma, mi sembra strano, con questo approccio si perde la visione di insieme e complessiva del lavoro ma i risultati che questo pittore ottiene sono indiscutibili e quindi non resta che seguire il resto della dimostrazione.

David procede partendo dalle ombre, sviluppa le mezze tinte e poi arriva alle luci, anche questo è un approccio inconsueto. Inizia a dipingere dalla zona per lui più interessante, quando è soddisfatto di quella zona passa a quella accanto e così via, va avanti fino a che l’abbozzo a grisaglia è abbastanza rifinito e i valori fondamentali del chiaroscuro costituiscono una buona base per la pittura vera e propria.

La seconda fase consiste nell’aggiungere finalmente i valori tonali dei colori

Anche in questa fase, Gray finisce ciascuna forma che affronta, anche se non può ovviamente ottenere il massimo risultato al primo colpo, sa che potrà raffinare il lavoro in uno o più passaggi successivi.

Mentre lavora su una zona accenna un po’ delle forme adiacenti, in questo modo riesce a garantire continuità tra le varie parti della composizione in modo che la pittura non risulti irregolare. Su questa base applica interventi sottili a mezza pasta e velature.

Il narratore

Il narratore – cm 45×60 – olio su tela

Il lavoro è praticamente finito, dopo pochi giorni si potranno applicare gli ultimi ritocchi. Qui sotto è possibile vedere il dettaglio di una delle facce e apprezzare la qualità della pittura.

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Nel dettaglio dell’occhio qui sotto, più grande della dimensione reale, si può apprezzare la finezza della pittura ed anche capire dove sono state applicate leggere velature.

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Nel dettaglio della camicia che segue si può vedere come gli abiti siano stati completati nella seconda fase pittorica. La vernice è stata mantenuta abbastanza spessa nelle luci e in certi punti l’ispessimento è ancora maggiore per dare l’illusione della tessitura a ricamo sul bordo della scollatura. Quasi nessun altro ritocco o velatura sono stati necessari.

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I capelli sono un po’ stilizzati, alla maniera degli gli artisti del Rinascimento. Le sole aggiunte per questo ritocco sono alcune velature arancioni (rosso ossido trans) e qualche tocco di vernice più spessa per evidenziare i riflessi.

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Altri particolari del quadro.

 

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disegno e pitturapittura ad olio
Alessandro Pedroni

Ciao, se mi leggi forse condividi con me l’amore per il disegno e la pittura e sei sempre alla ricerca di approfondimenti e nuovi stimoli, cosciente che c’è sempre ancora molto da scoprire. Mi piace condividere quello che ho imparato in una vita di mestieri fatti con la matita e i pennelli in mano, per questo insegno disegno e pittura da più di dieci anni e scrivo articoli sulla pratica del disegno e della pittura su questo blog.

5 numero di commenti a questo post
  • Digiovanna Maria Cristina
    23 ottobre 2013 at 9:52 pm
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    a ke serve mandare in onda un video in inglese? è un peccato trovare solo dei buoni video in lingua straniera!!!!!! dove sono gli artisti italiani??????

  • Alessandro Pedroni
    grafite
    23 ottobre 2013 at 11:51 pm
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    oramai un po’ di inglese lo conoscono tutti e lui parla molto chiaramente, comunque l’articolo è abbastanza chiaro e i due filmati sono un sovrappiù, credo che il mio sforzo di mettere a disposizione delle informazioni in italiano potrebbe essere apprezzato. di solito lezioni di questo tipo si pagano.

  • emanuela de franceschi
    28 ottobre 2013 at 2:53 pm
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    apprezzo l’impegno e la serietà con cui parlate di vari argomenti sempre interessanti, credo che chi pratica l’arte non finisca mai di imparare, grazie a voi ho conosciuto autori e acquistato pubblicazioni che ho trovato molto utili.

    • Alessandro Pedroni
      grafite
      23 dicembre 2014 at 2:03 am
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      Grazie Emanuela, continua a seguirci e se ti capita di trovare qualcosa di interessante segnalacelo, così arricchiremo insieme ancor di più questa iniziativa.

  • Alessandro Pedroni
    grafite
    28 ottobre 2013 at 9:20 pm
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    Ti ringrazio Emanuela, cerchiamo di parlare delle cose che sono oggetto di studio nella nostra pratica quotidiana di lavoro e di insegnamento. Questo mestiere ci piace e ci appassiona, ricevere apprezzamenti ci sprona a impegnarci sempre di più

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