dipingere a olio una piccola natura morta a pennello secco: scegliere il supporto e i colori più affidabili

Per continuare il lavoro impostato nel precedente articolo “dipingere a olio una piccola natura morta a pennello secco: i bozzetti“, devi preparare il supporto su cui lavorare, io ho...

Per continuare il lavoro impostato nel precedente articolo “dipingere a olio una piccola natura morta a pennello secco: i bozzetti“, devi preparare il supporto su cui lavorare, io ho usato un cartone grezzo grigio da cartotecnica, dello spessore di 3 mm, ho usato una preparazione molto semplice, adatta agli studi, dando su tutti i lati due mani di gommalacca. La gommalacca è una resina molto usata dai falegnami per lucidare i mobili; si trova in scaglie nelle mesticherie e va sciolta in alcool al 95%, circa 100 gr in 100 cc. Si può usare anche del vinavil diluito al 50% con acqua oppure si può lavorare su una tela o su un cartone telato, in questo caso è necessario dare una imprimatura di grigio (acrilico o olio diluito in essenza di trementina) il grigio deve avere una intensità del 50%

campione grigio 50

campione grigio 50%

Posso suggerirti di non perderti in troppi dettagli tecnici? Quello che conta è lavorare su fondo piuttosto liscio, assorbente piuttosto che lucido, con una mezza tinta che se fosse grigia sarebbe un grigio 50%. Seguendo i passaggi di questa serie di lezioni realizzerai una pittura realistica secondo un metodo modellato su quelli definiti dalla tradizione della pittura ad olio dal ‘400 in poi. Una grande virtù dei maestri del passato (e di quelli del presente) è quella di saper selezionare per la composizione della propria tavolozza il minimo numero di colori per ottenere da essi il massimo delle gamme di colore possibile. Usare pochi colori presenta una serie di indubbi vantaggi: il primo è che si può far conto – se la scelta è oculata – su pigmenti che hanno dimostrato stabilità chimico fisica e la capacità di generare ampie gamme di colore impastati con altri colori o desaturati con il bianco. tavolozza_pittura_olioNei tempi antichi i pittori dovevano fare di necessità virtù, perché la chimica dell’epoca, o meglio l’alchimia, metteva a disposizione pochi pigmenti stabili: è noto che Botticelli ha avuto grandi problemi con i pigmenti verdi, tanto che le foglie della sua “Primavera” sono tutte annerite; attualmente ci ritroviamo con il problema opposto, dato che qualsiasi fabbrica di colori è in grado di squadernarci sotto il naso, per il nostro imbarazzo, un campionario con cinquanta, cento colori diversi che offrono però dubbia affidabilità. Vediamo in dettaglio alcuni dei colori che l’esperienza ha selezionato per comporre una tavolozza efficiente – per gamme di impasti che si possono sviluppare – e affidabile dal punto di vista della chimica e della stabilità nel tempo. Storicamente una delle serie di colori che fin dall’inizio hanno occupato qualsiasi tavolozza è quello delle terre: sono pigmenti preparati da minerali contenenti ferro. I colori vanno dal giallo al rosso, dal marrone fino al nero a seconda delle impurezze presenti.

Le terre rosse e gialle sono state utilizzate nell’arte fin dalla preistoria, sono pigmenti estremamente stabili.

giallo_di_napoli_chiaro

Giallo di Napoli

Le Terre Gialle sono state molto usate dal tardo Rinascimento; erano molto utilizzate per la loro tonalità dorata che contrastava bene con i marroni scuri (come le terre d’ombra) e i neri; permettono di ottenere un effetto drammatico, in cui le figure sono messe in evidenza dalla luce “dorata” che squarcia il fondo cupo. Esempi di questo tipo di effetti sta nei quadri di Caravaggio o di Rembrandt e ci possono far capire quale sia la potenzialità di questo accostamento di terre dorate e scure.

Giallo Ocra

Giallo Ocra

Le Ocre sono composti che contengono impurezze che spesso danno tonalità viva al pigmento. Calcinate, le terre gialle si trasformano in terre rosse (o ocre rosse).

col col Rosso Ercolano

Le Ocre Brune o Rosse sono forse tra i pigmenti più utilizzati nell’arte. Composte principalmente da ematite, sono presenti un po’ ovunque. Una famosa terra rossa, era la Sinopia (dall’antica città di Sinope sul Mar Nero). Il suo utilizzo era così diffuso da dare il nome ad uno dei passaggi dell’affresco. Le terre rosse si possono ottenere anche per calcinazione a temperatura 200-300°C di terre gialle.

terra_di_siena_bruciata_nat

Le Terre di Siena erano già note ai tempi degli Egizi e dei Romani, provengono da Siena (Toscana ), ma anche dalla provincia di Roma e dalla Germania. Furono tra i pigmenti più in voga nel Rinascimento fiorentino. Le caratteristiche chimico fisiche sono simili alle ocre gialle e rosse, ma essiccano più velocemente per la presenza di manganese e non hanno sottotoni verdastri.

Terra_Verde

Le Terre Verdi sono particolari e molto meno diffuse delle Terre gialle e rosse. La composizione delle terre verdi (la verdeterra di Cennini), varia molto in funzione della genesi e della provenienza: le terre verdi di Nizza e Nicosia, hanno tonalità leggermente più bluastra delle comuni terre verdi, una terra verde famosa è il verde veronese, con tonalità più olivastre.

Terra_ombra_Naturale

Le Terre d’Ombra sono pigmenti introdotti in Europa verso la fine del XV secolo. La parola “Ombra” sottolinea l’uso che se ne fa, ovvero come fondo scurissimo e per le ombreggiature nei quadri Barocchi. L’isola di Cipro era la principale fonte di questo pigmento, conosciuto anche come terra di Turchia, da cui prende il nome la migliore qualità, Terra d’Ombra Cipro, con un alto contenuto di biossido di manganese. Le Terre d’Ombra essiccano rapidamente perché contengono manganese. Molte terre ombra possono avere una sfumatura verdastra. Se calcinate danno sfumature rossastre (terre ombra bruciate) con le stesse caratteristiche chimico fisiche delle terre naturali.

Viste le caratteristiche di questi pigmenti ne faremo largo uso, sulla nostra tavolozza aggiungeremo alle terre, per questo lavoro solo un paio di colori. Quindi – dal più scuro al più chiaro – avremo: Terra d’ombra bruciata, terra d’ombra naturale, terra di siena bruciata, terra di siena naturale, ocra e giallo di napoli; nel lavoro che ci apprestiamo a dipingere, in aggiunta useremo un blu oltremare e il bianco di titanio.

Nel prossimo articolo entreremo nel vivo del lavoro e cominceremo a dipingere.

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disegno e pitturapittura ad olio
Alessandro Pedroni

Ciao, se mi leggi forse condividi con me l’amore per il disegno e la pittura e sei sempre alla ricerca di approfondimenti e nuovi stimoli, cosciente che c’è sempre ancora molto da scoprire. Mi piace condividere quello che ho imparato in una vita di mestieri fatti con la matita e i pennelli in mano, per questo insegno disegno e pittura da più di dieci anni e scrivo articoli sulla pratica del disegno e della pittura su questo blog.

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