Come faceva Leonardo da Vinci ad ottenere sfumature così morbide?

Spiegata la tecnica di preparazione della pittura ad olio di Leonardo da Vinci: sfumature di carboncino su sfumature a sanguigna su superficie tonale.

Ti capita di guardare un’opera di Leonardo da Vinci e di chiederti come sia riuscito a ottenere quelle sfumature morbide nei toni della pelle?

In buona parte questi risultati si ottengono grazie ad una attenta preparazione del disegno di base, guardando il disegno qui sotto si può notare che i tratti del tratteggio incrociato sul volto sono praticamente invisibili.

Se osservi con attenzione si può capire che il disegno è stato impostato dapprima con una sanguigna, su questa impostazione Leonardo ha lavorato con fusaggine, su questa preparazione Leonardo ha aggiunto pochi tocchi per i particolari.

Normalmente i pastelli di matita sanguigna e i carboncini producono segni piuttosto duri, quindi le transizioni tra ombra e luce non dovrebbero essere così morbide.

Il segreto per ottenere passaggi così morbidi sta nel cominciare il disegno molto leggermente con matite sanguigne pastello, se il tratteggio è molto leggero ti sarà facile poi sfumare con un pennello di setola rigida, con uno straccio o con un pezzo di pelle di camoscio. Il processo va ripetuto varie volte, strato su strato a seconda dei valori di chiaro scuro da ottenere.

Sfumare con la carta o con uno sfumino la polvere di sanguigna farà accumulare nel tempo sullo strumento usato una buona quantità di pigmento che puoi usare per ottenere gradazioni leggerissime e molto sfumate.

Puoi ripetere poi la stessa operazione con della fusaggine o delle matite carboncino molto morbide.

I toni più marcati li aggiungerai in seguito aggiungendo pochi tocchi di matita carboncino più dura accentuando alcuni particolari.

Anche lavorare su carta tinta, cartoncini colorati o la tela preparata con terra d’ombra bruciata diluita, potrà aiutarti ad ottenere sfumature più morbide, sul mezzo tono offerto dalla superficie potrai intervenire anche con pastello morbido bianco per risaltare le luci proprie .

Guardando questo disegno finito di Leonardo, tieni presente che in 500 anni, malgrado la cura per conservarlo, la polvere di carbone e di pigmento sarà in parte andata persa, e quindi l’immagine non può rendere la magnificenza e il risalto che essa aveva in origine.

Su una preparazione del genere si può procedere a dipingere ad olio con la sicurezza di una impostazione perfetta, come dimostrano gli studi realizzati durante il restauro dell’opera incompiuta di Leonardo “L’adorazione di Magi”.

Io ho usato in parte questa tecnica nella realizzazione del quadro “Galline a Convegno” in cui la sottopittura è realizzata interamente a fusaggine.

Naturalmente insegno anche questa tecnica nei miei corsi.

 

Questo articolo è stato scritto prendendo spunto da : What technique did Da Vinci use to depict smooth skin?

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Categorie
disegno e pitturapittura ad olio
Alessandro Pedroni

Ciao, se mi leggi forse condividi con me l’amore per il disegno e la pittura e sei sempre alla ricerca di approfondimenti e nuovi stimoli, cosciente che c’è sempre ancora molto da scoprire. Mi piace condividere quello che ho imparato in una vita di mestieri fatti con la matita e i pennelli in mano, per questo insegno disegno e pittura da più di dieci anni e scrivo articoli sulla pratica del disegno e della pittura su questo blog.

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