come disegnare il volto con Andrew Loomis: i piani facciali.

Seguendo le spiegazioni di Loomis hai cominciato questo studio della testa considerandola come se fosse una sfera: in effetti è molto più tonda che quadrata. Tuttavia, esiste un approccio...

Seguendo le spiegazioni di Loomis hai cominciato questo studio della testa considerandola come se fosse una sfera: in effetti è molto più tonda che quadrata. Tuttavia, esiste un approccio diverso che ti può aiutare molto a capire la struttura del capo e a meglio gestire il modo in cui la luce si articola e distribuisce sulle varie parti della testa, dovresti cominciare a considerare che essa può essere vista come una combinazione tra parti tonde e piani che le collegano. Questo approccio al disegno della testa è piuttosto moderno, molto usato dagli illustratori statunitensi della grande tradizione del ‘900 cui Loomis appartiene, ne abbiamo già parlato in un articolo precedente: i piani della testa rispetto alla luce incidente ma è il caso di tornarci su e leggere anche le indicazioni di Loomis, secondo il quale l’uso dei piani facciali può conferire all’esecuzione un vigore che manca in molti maestri dell’antichità.

Se guardi una fotografia puoi vedere che un volto è pieno di elementi sferici e passaggi morbidi, ma questo tipo di rappresentazione in pittura, non esprime la stessa energia di un disegno o di un dipinto nel quale i piani sono enfatizzati.

Un disegno troppo squadrato può dare l’impressione di esser stato scolpito su legno o pietra, con più durezza di quanto il soggetto richieda, d’altra parte, un disegno troppo arrotondato può risultare così ingentilito e levigato da sembrare senza struttura alcuna; tutto è smaltato e lucido.

Molti artisti contemporanei hanno scoperto che squadrando i piani della testa e addolcendoli solo il tanto che basta per alleviare l’effetto “pietra grezza”, si ottiene solidità e vitalità. In più si può osservare che un volto scolpito per piani visto da una certa distanza viene percepito come se fosse dipinto più morbidamente di quanto in realtà sia stato realizzato. Quando si esamina da vicino una proiezione su uno schermo grande, ci si sorprende di quanto l’immagine sia piatta. Tuttavia, se ci si allontana questa piattezza scompare e la rotondità sembra prenderne il posto.

Per studiare questo aspetto disegna i piani con cui può essere scolpita la testa, in modo da avere quasi la sensazione tattile della solidità, esercitati a trasformare le forme della testa in strutture per evitare che i tuoi disegni appaiano piatti e informi.

Ricorda che nel disegno i piani possono essere enfatizzati molto più che nella pittura, dal momento che abbiamo a che fare con pochi valori contrastanti.

In questa fase non preoccuparti dei valori di chiaroscuro cerca solo di imparare quali piani danno la forma generale del viso e della testa, in modo che dal cerchio di partenza, emerga una forma composta da blocchi che diano più carattere, specialmente al volto maschile.
Prendi la TAVOLA 9, studiala attentamente e copia tutti i disegni per fissare questi piani nella mente. Sono come gli accordi dai quali comporre la musica; sono essenziali e quasi qualsiasi volto può essere costruito a partire da loro.

Tavola-9

Tavola 9. Piani facciali primari e secondari. I piani facciali vanno memorizzati perché ci danno le fondamenta per conferire al volto efficaci luci ed ombre. Si comincia con i piani di base (in alto a sinistra) che vanno studiati fino ad averli fissati nella mente, poi si passa ai secondari: da questa serie di piani puoi costruire quasi qualsiasi volto. L’aspetto varia a seconda dei tratti individuali, ma con i piani mostrati si può creare una testa maschile ben proporzionata.

Dopo aver memorizzato questi piani facciali, prova a inclinare la testa e a incorporare i piani visibili, come mostrato nella TAVOLA 10.

Tavola-10

Tavola 10. Prova a disegnare la testa inclinata.
Individuare i piani facciali ti aiutano a mantenere tutti gli elementi del viso e la testa, entro le divisioni e le linee di costruzione della sfera e dello scudo del volto. In questo modo diventa più facile da disegnare la testa da qualsiasi scorcio.
L’angolazione delle guance e il rettangolo arrotondato della fronte si sistemano all’interno delle tre divisionidella faccia. Se rappresenti in questo modo il volto: diviso in blocchi puoi determinare gli angoli di tutta la testa. Questo è il primo passo verso il disegno in prospettiva del volto.

Lo schema dei piani facciali è indispensabile per comprendere la rappresentazione prospettica della testa, come dimostra la TAVOLA 11.

Se impari a padroneggiare la struttura della sfera e dei piani facciali, usando correttamente gli spazi e le linee di costruzione e assemblando i piani, sarai molto avanti nel percorso verso il corretto disegno del volto. A questo punto sarai in grado di individuare gran parte dei problemi che sorgono e fare le correzioni necessarie sul tuo disegno di base.

Ti sarà capitato – come è successo a me – di scoprire a metà di un ritratto, che la costruzione di base è sbagliata. Si deve spostare qualcosa (un occhio, il naso, o la bocca) e la somiglianza o l’espressione desiderata si rifiutano semplicemente di comparire. Un modo molto valido per imparare è quello di disegnare le linee di costruzione sulla foto di una faccia. In questo modo così che puoi vedere l’esatta posizione di tutte le parti. Una volta capita la struttura divverrà per voi evidente ciò che ad altri sfugge. Alcuni artisti abilissimi non sanno progettare correttamente ottenendo così ore di lavoro e difficoltà ulteriori. Nessuna “predisposizione” ai ritratti può competere con una solida conoscenza.

Tavola-11

Tavola 11. La prospettiva nel disegno della testa.
La maniera di gestire la prospettiva indica la differenza tra un principiante e un professionista. Ogni soggetto disegnato deve avere una linea di orizzonte o un punto di vista, puantomeno percepito, se non rappresentato. Sulla sinistra vediamo i piani del volto visti da sopra e da sotto il livello dello sguardo. Se la testa fosse grande quanto un palazzo sarebbe influenzata dalla prospettiva tanto quanto il palazzo.

Nelle prossime tavole, puoi provare a giocare un po’ con i volti. L’esercizio che propongo ti permetterà di prenderti qualche libertà con la sfera e i piani di base, l’esercizio funziona meglio se non copi i disegni ma ne inventi di nuovi. Fai qualche esperimento con i modelli: per ottenere volti con caratteristiche differenti puoi variare le misure ideali o standard. Le tre divisioni della linea di mezzo del viso possono essere disegnate disuguali o esagerate, se preferisci. Inoltre puoi trasformare la forma del cranio e la stuttura ossea. Prova a giocare con espressioni e caratterizzazioni. Vedrai che sarà interessante e a volte sorprendente quello che otterrai come personaggi interessanti, basterà modificando spazi e forme base.

Prima di iniziare a disegnare saprai a malapena quale carattere verrà fuori. Oppure potrai pianificare di ottenere determinate caratteristiche per arrivare al risultato che ti interessa. Ti sorprenderai nel vedere come riuscirai a disegnare volti più convincenti e persino dall’aspetto professionale.

Prova varie combinazioni: barbe, baffi, sopracciglia alte o basse, sottili o folte, grandi nasi, piccoli nasi, menti sporgenti, menti sfuggenti, volti sottili, volti larghi, mascelle ampie, eccetera. Divertiti davvero mentre lo fai.

Magari non sei davvero interessato a disegnare fumetti ma è divertente scoprire di poter disegnare personaggi e scoprire che puoi farlo meglio di quanto avresti mai ritenuto possibile. Presta attenzione alla prospettiva, alla costruzione come faresti nel disegnare qualsiasi altro volto ma esagera più che puoi.

Un buon modo per sperimentare è annotare in anticipo una breve descrizione di un personaggio. Prova, in questo modo anche se sei ancora agli inizi, comincerai a creare come se fossi un vero illustratore. Per ora limitati strettamente a bozzetti bozze ma prova a creare il modello che vuoi.

Per esempio, la tua descrizione potrebbe essere qualcosa come: ”John è alto e ossuto. I suoi occhi sono infossati sotto incolte sopracciglia, ha le guance incavate, il naso grande e mascella e mento pronunciati, i suoi capelli, nonostante siano radi in cima, sono folti attorno alle orecchie e dietro la testa, gli occhi sono piccoli, scuri e tondi.” Ora prova a disegnare John con le conoscenze a tua disposizione.

Tavola-12

Tavola 12. Modificare gli spazi crea personaggi. Per ottenere tipi e caratteri differenti, potresti decidere di non seguire troppo meticolosamente le misure e le divisioni di base. Variando le proporzioni delle tre sezioni facciali, puoi ricavare una vasta gamma di effetti. Ci sono migliaia di combinazioni possibili. E’ divertente sperimentare

Tavola-13

Tavola 13. Costruisci sempre sulla linea al centro.
Quando disegni un volto ricorda sempre di bilanciare le forme su entrambi i lati della linea di mezzo. Le parti osse sono immobili e la forma si adatta ad esse, solo la mandibola può aprirsi e chiudersi.
L’espressione sta negli occhi, nelle guance e nella bocca e in qualche ruga sulla fronte e attorno agli occhi. Ciò che facciamo da un lato lo dobbiamo fare anche dall’altro.

Tavola-14

Tavola 14. Creare qualsiaisi soggetto desiderato.
Non c’è ragione per non prendersi tutte le libertà che vuoi con la sfera e i piani facciali. La gamma di caratteristiche menzionate precedentemente, sono disegnate semplicamente a partire da una sottostruttura ampia, quadrata, lunga, stretta, o qualsiasi altra struttura ti venga in mente.
Hai le basi per la costruzione, perciò adesso prova qualche modifica.

Tavola-15

Tavola 15. I modelli vengono costruiti modificando la sfera e il piano facciale.
Guarda con attenzione le persone che conosci e quelle che vedi intorno a te. Studiale con una nuova consapevolezza, nota le combinazioni create dalla natura.
Osserva dalla linea dei capelli alle sopracciglia, poi l’area al centro, dalle sopracciglia alla fine del naso, e per finire fino al mento. Osserva la linea centrale del viso nella sua interezza ed esamina ciò che vedi su entrambi i lati.

Tavola-16

Tavola 16. Conferire il carattere.
Una volta che saprai come sono disposte le linee di costruzione in un volto, riuscirai ad analizzare velocemente visi e teschi. Cerca sempre per prima cosa la conformazione osseae la posizione dei lineamenti.
Successivamente passa alla disposizione delle parti carnose sulle guance, attorno alla bocca e attorno agli occhi. Queste parti possono essere indicate facilmente. Guarda se gli zigomi sono pronunciati e accentuati da ombre sotto di essi. Esamina il naso e la conformazione delle narici, delle labbra e delle pieghe tra le labbra e le guance. Segui le forme fin sotto il mento e lungo la linea della mandibola.
Queste caratteristiche generali, assieme all’intera forma della testa, sono molto più importanti della rappresentazione fotografica di ogni centimetro quadrato. Per questo tipo di studio le persone anziane sono più interessanti dei giovani poiché i loro tratti caratteristici hanno avuto modo di svilupparsi.

 


Questo argomento è trattato in modo approfondito durante le lezioni dei corsi di disegno e pittura che Circolo d’Arti organizza a Cagliari, Senorbì e a Casa Spadaccino (loc. Su Loi, Capoterra), e sul web. Guarda la lista di tutti i corsi.


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anatomia artisticadisegnodisegno e pittura
Alessandro Pedroni

Ciao, se mi leggi forse condividi con me l’amore per il disegno e la pittura e sei sempre alla ricerca di approfondimenti e nuovi stimoli, cosciente che c’è sempre ancora molto da scoprire. Mi piace condividere quello che ho imparato in una vita di mestieri fatti con la matita e i pennelli in mano, per questo insegno disegno e pittura da più di dieci anni e scrivo articoli sulla pratica del disegno e della pittura su questo blog.

8 numero di commenti a questo post
  • emanuela
    21 dicembre 2013 at 11:45 pm
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    siete veramente bravi , utili e molto professionali. E’ sempre piacevole ricevere le vostre e-mail, quando le trovo nella mia posta sono molto curiosa di vedere quale è l’argomento trattato. Grazie.

    • Alessandro Pedroni
      circolodarti
      22 dicembre 2013 at 9:19 am
      Lascia un commento

      Grazie! fa piacere ricevere incoraggiamenti. Scriviamo delle cose che ci interessano o che riteniamo utili per gli allievi dei corsi che l’associazione Circolo d’Arti organizza a Cagliari e sul Web

    • Marica
      2 febbraio 2015 at 7:14 pm
      Lascia un commento

      Condivido con Emanuela! Vi sono molto grata!

  • Alessia
    16 gennaio 2014 at 11:39 pm
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    Ho appena “scoperto” questo sito…fantastico! Credo proprio che potrete darmi delle indicazioni preziose che mi aiuteranno a far pace con la matita…già un paio di dritte le ho avute :) Grazie!

  • silvana
    14 febbraio 2014 at 4:43 pm
    Lascia un commento

    Che meraviglia…e da molto che voglio dedicarmi al disegno del corpo umano…..è cosi difficile….comunque complimenti per questi ottimi argomenti, ho dato una sbirciatina su anatomia artistica e vi ringrazio moltissimo per tutto quello che mettete a disposizione, purtroppo sono molto distante da Gagliari altrimenti mi affiderei alla vostra professionalità….Grazie mille Silvana

  • Disegnare il volto di tre quarti con il sistema di Andrew Loomis – Circolo d'Arti – scuola disegno e pittura
    2 dicembre 2017 at 10:27 am
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    […] Ti ricordo che abbiamo già affrontato il tema in altri articoli tratti da uno dei libri di Loomis: il primo dedicato alla testa il secondo ai piani facciali […]

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