3 suggerimenti e 3 passi facili per una buona composizione del paesaggio

La differenza tra un'opera efficace e una che non comunica è tutta nella composizione.

Tanto per cominciare: sei spietato?

Avrai anche trovato il soggetto più bello e sorprendente del mondo, ma se non tagli o modifichi in modo spietato l’inquadratura o le foto di riferimento e non ti occupi seriamente di creare una buona composizione, è facile scoprire alla fine del lavoro che la tua opera non funziona.

Tre suggerimenti per una composizione interessante del paesaggio usando foto di riferimento

  1. Quando scatti le foto, non ti accontentare del solito scorcio classico, cerca sempre di trovare qualcosa che valga la pena di dipingere e non dimenticarti di quello che è dietro di te.
  2. Nell’immensità che ti circonda scegli le parti più interessanti e inquadrale in modo suggestivo.
  3. Riguarda ogni scatto appena fatto, sii estremamente selettivo e rifiuta dozzine di possibilità finché l’immagine giusta non ti salta agli occhi e ti emoziona.
    Altrimenti vai avanti a scattare foto, puoi sempre fare una revisione quando torni nella quiete dello studio.

Il passo cruciale, durante il processo di revisione è quello di estrarre gli elementi essenziali, quelli veramente utili al design del quadro, che vanno evidenziati in funzione del racconto che si vuole fare. Per stare sul sicuro, puoi tenerti su argomenti usuali, magari scontati, ma per evitare la banalità è essenziale allenare l’occhio a cercare una composizione forte.

Quindi, se non individui subito elementi distinti ed efficaci, passa oltre e cerca alternative.

I principi da adottare valutando le tue referenze fotografiche possono essere tre, tutti orientati alla ricerca di un elemento compositivo principale forte:

  • Taglia via i rami secchi senza pietà
  • Cerca una struttura principale per la composizione
  • Elimina tutto quello che non migliora la composizione: è superfluo.

Un metodo in tre passi per avere una composizione dalla struttura forte 

1. Inquadra

Studia la foto di riferimento per vedere quanti elementi e dettagli puoi eliminare, lascia solo solo le forme più salienti. (I programmi fotografici digitali hanno tutti gli strumenti di ritaglio.) Tutto il resto è di troppo e diminuisce l’impatto.

Devi tagliare senza pietà, chiedendoti se ciò che è inquadrato merita la fatica di essere dipinto. Accontentarsi di un modello e di una inquadratura scarsi – pensando che potrà essere migliorato dipingendo – è una politica che porterà alla frustrazione.

Il più semplice attrezzo per inquadrare a mano dal vero o sulle foto, da un articolo di Greg Nunn

Un altro attrezzo per inquadrare e cogliere i valori di chiaro scuro – usando il foro per isolare il valore. Acquistalo su Amazon

2. Progetta con il disegno

Non si tratta di fare un mero schizzo della scena; devi individuare le principali linee di tensione narrativa sul piano dell’immagine.

In un paesaggio l’orizzonte crea automaticamente una tensione orizzontale collegando i lati del dipinto, ma è necessaria anche una tensione verticale che impegna sia la parte superiore sia quella inferiore per collegare e dare energia all’intero piano dell’immagine. L’argomento è ampio, ne ho già parlato in questo articolo precedente e ne parlerò sicuramente in seguito.

Organizzare la linea dell’orizzonte tenendo conto della regola empirica dei terzi, aiuta a costruire immagini più interessanti

Serve anche valutare con qualche rapido bozzetto le masse più importanti e capire come esse interagiscano tra di loro ed anche quali sono i principali valori di chiaro scuro in gioco e l’equilbrio del Notan (l’equilibrio tra vuoto e pieno) della composizione.

A sinistra bozzetti per valutare le principali linee di forza, i valori di chiaro scuro e il Notan del paesaggio, a destra l’opera derivata dagli studi effettuati nei bozzetti a sinistra.
Il lavoro di Mc Kinlay presenta un equilibrio generale e una composizione dinamica e interessante per l’osservatore

Alcuni pittori amano lavorare con foto di riferimento prese al mattino presto o la sera perché le forme di luce e buio risultano più drammatiche. Per lo stesso motivo scelgono quegli orari anche quando dipingono “en plein air”.

Uno studio preparatorio accurato permette anche di progettare quale sarà il percorso visivo su cui indirizzare l’occhio dello spettatore attraverso il dipinto.

Spesso il centro di interesse cade all’incrocio tra la principale linea di forza orizzontale e la principale verticale. Mentre dipingi, la mappa ti ricorderà dove stai andando a parare e ti permetterà di capire a che punto il risultato è raggiunto, in altre parole, quando fermarti.

St. Hippolyte by Ian Roberts

St. Hippolyte di Ian Roberts. La composizione delle linee principali converge sul cipresso a sinistra rendendo l’immagine profonda e dinamica

Da un articolo di Greg Nunn, esempio di come usare la regola dei terzi per organizzare una inquadratura efficace,

3. Semplifica!

Se sai quale è il percorso che l’osservatore deve seguire attraverso il dipinto ti consente di semplificare più facilmente. Di sicuro non basta semplicemente copiare da una foto.

Estrarre ed enfatizzare l’essenza della scena è il tuo contributo come artista. Puoi eliminare il resto dei dettagli: sicuramente ciò che conta per te verrà enfatizzato.

Fai un esperimento: prova a vedere quanti elementi non essenziali ti riesce ad eliminare nei tuoi prossimi dipinti. Ignora i dettagli e lascia che solo le masse più importanti masse sostengano la tua composizione.

Poniamo che tu voglia dipingere usando una foto dal tuo ultimo viaggio, diciamo in Giamaica (che invidia!). Devi sapere che chi lo vedrà non condivide ne le tue esperienze ne i tuoi ricordi, non ne puoi fare un racconto letterario con un dipinto. La costruzione stessa del dipinto deve proporre quello che vuoi trasmettere: il tuo messaggio in modo emozionante.

Inoltre, se qualcosa nella foto che usi come riferimento è di troppo, è incongruo con il racconto che vuoi fare e tu lo rappresenti comunque, nel dipinto sarà semplicemente fonte di distrazione.

Esempio di come semplificare una immagine eliminando gli elementi superflui. Da un articolo di Greg Nunn.

Credits:

L’articolo di Ian Roberts 3 Steps to An Art Composition

L’articolo sullo stesso argomento di Greg Nunn (che prima o poi mi toccherà tradurre …)

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Categorie
disegno e pitturail gioco dell'artista
Alessandro Pedroni

Ciao, se mi leggi forse condividi con me l’amore per il disegno e la pittura e sei sempre alla ricerca di approfondimenti e nuovi stimoli, cosciente che c'è sempre ancora molto da scoprire. Mi piace condividere quello che ho imparato in una vita di mestieri fatti con la matita e i pennelli in mano, per questo insegno disegno e pittura da più di dieci anni e scrivo articoli sulla pratica del disegno e della pittura su questo blog.
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